LA MILLENNIAL GENERATION METTERÀ I PIEDI SU MARTE

La profezia di AstroSamantha a un gruppo di studenti romani: “siate pronti a esplorare lo spazio”
  • 13/03/2017
La millennial generation metterà i piedi su Marte

Il pianeta rosso è alla portata della vostra generazione

Samantha Cristoforetti ne è convinta: "Non la mia generazione, ma la vostra metterà i piedi su Marte". L’astronauta italiana rimasta in orbita sulla Stazione spaziale internazionale per 199 giorni consecutivi, battendo il record di permanenza femminile nello spazio, sceglie una platea di giovani liceali della capitale, a un convegno promosso da Repubblica.it, per lanciare la sua profezia.

Agli studenti che gli chiedevano cosa pensasse delle missioni già annunciate per sbarcare su Marte e se Lei sarebbe disposta a partecipare a una eventuale esplorazione del Pianeta Rosso ha risposto; "Un viaggio su Marte è il sogno di ogni astronauta. Diffido però di previsioni del tipo: tra vent'anni colonizzeremo il Pianeta Rosso. Tecnicamente sarebbe anche possibile, ma sono missioni costose, che dipenderanno dalle scelte che si faranno in termini di investimenti e di collaborazioni internazionali. La mia opinione è che ne varrebbe assolutamente la pena. Se immagino il genere umano tra 500 anni lo vedo come una specie multiplanetaria, che si muove senza problemi nel Sistema solare. Ora siamo nella fase iniziale di quel processo, stiamo facendo i primi passi in quella direzione: E già persone della vostra generazione potrebbero mettere i piedi su Marte". E dunque – ha sottolineato rivolgendosi agli studenti – “Siate pronti a esplorare lo spazio”. Secondo l’astronauta tuttavia “è un po' presto” per dire se e quando saremo capaci di arrivare fisicamente su pianeti simili alla Terra perché al momento non abbiamo tecnologie in grado di farci viaggiare così lontano. “Resta però il nostro desiderio di esplorare sempre nuovi mondi, che forse è una delle parti più belle dell'animo umano. E poi vi assicuro – ha aggiunto -  che vedere la Terra dallo spazio è una esperienza estetica molto forte: è una vista spettacolare, che cambia momento dopo momento. E poi si aggiunge una sensazione intellettuale: capisci che assisti a qualcosa che nessun essere umano ha potuto vedere fino a non molto tempo fa e che tutt'oggi è un privilegio di pochi".
Samantha ha dispensato anche qualche consiglio per chi volesse intraprendere la sua professione: "È un lavoro un po' diverso dagli altri: le possibilità di fare l'astronauta sono limitate, quindi bisogna comunque iniziare un'altra carriera più accessibile e che può avere come sbocco lo spazio. Storicamente le professioni da cui si reclutano gli astronauti sono quelle che hanno a che fare con scienza, ingegneria, tecnologia, matematica, medicina. L'altra strada è quella del volo: molti di noi sono piloti, spesso piloti militari collaudatori. Io prima ho studiato ingegneria e poi sono diventata un pilota militare. Magari un giorno lo spettro si amplierà e porteremo nello spazio anche poeti e filosofi".