ENERGIE RINNOVABILI: L’ITALIA HA GIÀ SUPERATO L’OBIETTIVO DEL 2020

Superato con largo anticipo l’obiettivo del 17% fissato per il 2020
  • 17/03/2017
Energie rinnovabili: l’Italia ha già superato l’obiettivo del 2020

In poco più di un decennio triplicata la quota di energia green nel Belpaese

L'Italia corre veloce nella produzione di energia da fonti rinnovabili. A fine 2015 aveva già superato dello 0,5% l’obiettivo del 17% fissato per il 2020. Lo certificano i dati diffusi da Eurostat evidenziando una crescita costante della green energy made in Italy  che nel 2004 superava di poco il 6% e nel 2012 era salita al 15,4% per raggiungere il target del 17% già nel 2014.

Sempre nel 2015, nel Vecchio Continente l'energia prodotta da fonti rinnovabili ha toccato il 16,7% del consumo finale, in aumento di 6 punti percentuali rispetto all'anno precedente. L'obiettivo del 20% sul totale per il 2020 è dunque a portata di mano e, dato il trend in continuo aumento e i risultati già raggiunti, Bruxelles ha fissato al 30% la percentuale da raggiungere nel 2030. 

Analizzando nello specifico i dati pubblicati da Eurostat, salta subito all’occhio l’eccezionale risultato della Svezia che si aggiudica il podio del continente: a fine 2015 la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili aveva raggiunto nel Paese il 53,9% del totale dei consumi. In particolare Stoccolma, che ha toccato il livello massimo coprendo con fonti rinnovabili il 68,6% dei consumi termici. Dietro la Svezia, distaccati di diverse lunghezze, si piazzano Finlandia, Lettonia e Austria, rispettivamente con il 39,3, il 37,6 e il 33% di copertura. Menzione d’onore per Vienna, che nonostante il quarto posto in graduatoria dell’Austria, primeggia per la produzione di energia elettrica green: a fine del 2015 infatti copriva ben il 70% del consumo totale, rispetto a una media europea del 28,8%. 

Ancora lontani dall’obiettivo invece Paesi Bassi, Francia, Belgio, Germania, Spagna e Regno Unito. Amsterdam ha raggiunto il 5,8%, Parigi il 15,2%, Bruxelles il 7,9%, Berlino il 14,6% e Madrid il 16,2%. Non il linea neanche Londra, ferma all'8,2% a fronte di un obiettivo al 2020 del 15%. Ultime della classe in termini assoluti Malta e Lussemburgo, con una percentuale del 5% e un obiettivo al 2020, rispettivamente del 10 e dell'11%, non certo a portata di mano.