LO SMACCHIATORE DEL MARE

Le micropolveri di bioplastica naturale messe a punto da una startup bolognese attaccano gli idrocarburi presenti in mare e li eliminano in 20 giorni
  • 07/06/2017
Lo smacchiatore del mare

Progetto realizzato in collaborazione con il Cnr di Messina

Si chiama Minerv Biorecovery ed è una bioplastica di origine vegetale che in tre settimane riesce a eliminare, in modo assolutamente naturale, l’inquinamento da idrocarburi sempre più frequente nei mari di tutto il pianeta. Lo ha messo a punto una startup bolognese, “Bio-on”, in collaborazione con l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr di Messina.

Ma come funziona questo “smacchiatore” del mare? “Si tratta - spiega Marco Astorri, presidente e Ceo di Bio-on - di micro frammenti di una speciale bioplastica, ottenuta da fonti vegetali rinnovabili naturli, che gettati nel mare inquinato, formano una struttura porosa adatta ad ospitare una serie di batteri, presenti in natura, che a loro volta si nutrono della bioplastica. Trovando il giusto habitat, questi batteri si moltiplicano e si rafforzano fino ad attaccare il petrolio”.

L’aspetto affascinante è la rapidità dell’operazione: i processi biodegradativi si attivano in circa cinque giorni e la frazione degradabile degli idrocarburi (ad esempio il petrolio) viene eliminata in una ventina di giorni. “È la natura che cura se stessa – sottolinea Astorri – perché la nostra bioplastica, di origine vegetale, serve a proteggere e a nutrire questi batteri accelerando la loro naturale azione”. 

Tutta la struttura, micro polveri incluse, è biodegradabile al 100% e non rilascia alcun residuo in acqua, al contrario di simili soluzioni utilizzate in passato in casi di crisi ambientali.