IL MINISTRO CALENDA ANIMA IL FESTIVAL DELL’ENERGIA

“Uscire in anticipo dal carbone si può ma non si può dire sempre no ai gasdotti e agli elettrodotti”, ha detto il titolare del Dicastero dello Sviluppo Economico aprendo i lavori
  • 08/06/2017
Il Ministro Calenda anima il Festival dell’Energia

La gestione del Tap “una follia”

Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha aperto i lavori della decima edizione del Festival dell’Energia, in scena a Milano dal 7 al 10 giugno. Al centro del dibattito i temi e le strategie per una transizione energetica equa, responsabile e sostenibile. Previste oltre 90 mila presenze. L’evento è realizzato in collaborazione con GMI (Greening Marketing Italia ) in partnership con Politecnico di Milano e SciencesPo.

Il Ministro Calenda ha messo subito i piedi nel piatto incentrando il suo intervento sulla gestione della questione del gasdotto Tap in Puglia: “È stata una follia, una cosa ridicola”, ha esordito. E per questo, ha aggiunto, “serve una clausola forte di supremazia nazionale” perché su determinati dossier “lo Stato non può rimanere ostaggio delle Regioni”.
Il problema – secondo il Ministro - “non sono gli investimenti ma le autorizzazioni”. E a questo proposito, “faccio l’esempio della follia della gestione di una cosa che ci porta gas, un investimento privato con criteri compatibili con l’ambiente e non vorrei che ci trovassimo in una situazione in cui diciamo usciamo dal carbone e poi si dice il Tap lo fate da un’altra parte, perché vuol dire non farlo”.

“Continuo a pensare che il referendum costituzionale fosse uno snodo fondamentale per avere una governance più forte – ha proseguito Calenda – e che un eventuale nuovo governo, qualunque sia, dovrà mettere al centro una clausola forte di supremazia quando c’è un interesse nazionale” nella realizzazione di infrastrutture. “Anche se c’è stata una sconfitta al referendum il tema resta, è ancora lì”, ha commentato.

“Per le infrastrutture necessarie per uscire in anticipo dal carbone ci vuole un patto firmato col sangue. Uscire in anticipo si può – ha assicurato - ma bisogna fare delle scelte responsabili sulle infrastrutture che sostituiscono il carbone, non si può dire no ai gasdotti, no agli elettrodotti…”.