G7 AMBIENTE: TUTTI D’ACCORDO MA GLI USA SI SFILANO SUL CLIMA

Dichiarazione finale adottata all’unanimità dai ministri dell’Ambiente del G7 ma con una postilla di non adesione degli Usa su cambiamenti climatici e banche di sviluppo.
  • 13/06/2017
G7 Ambiente: Tutti d’accordo ma gli Usa si sfilano sul Clima

Galletti: Abbiamo lavorato per costruire ponti e non muri

Si è concluso con una dichiarazione votata all’unanimità il G7  dell’Ambiente di Bologna. Ma il documento finale contiene una postilla voluta dagli Stati Uniti, di non adesione alla sezione del comunicato relativo al cambiamento climatico e alle banche multilaterali di sviluppo.  Nella postilla, in calce alla sezione 2 del documento, dedicata appunto al cambiamento climatico e firmata soltanto dai ministri dell’Ambiente degli altri sei paesi del G7 e dall’Unione Europea, si legge: "Noi gli Stati Uniti d'America continuiamo a dimostrare attraverso l'azione, avendo ridotto la nostra impronta di CO2, come dimostrato dal raggiungimento a livello nazionale dei livelli pre-1994. Gli Stati Uniti continueranno a impegnarsi con i partner internazionali chiave in un modo che sia coerente con le nostre priorità nazionali, preservando sia una forte economia che un ambiente salubre. Di conseguenza, non aderiamo a queste sezioni del comunicato sul clima e le MDB (banche multilaterali di sviluppo, n.d.r.), agendo così rispetto al nostro recente annuncio di ritirarci e cessare immediatamente l'attuazione dell'accordo di Parigi e gli impegni finanziari associati". 

Commentando i risultati del Summit, il Ministro dell’Ambiente Italia, Gian Luca Galletti, ha sottolineato come quello che poteva diventare “un G7 della rottura”, in effetti sia stato “il vertice del dialogo e l'adozione del documento all'unanimità ne è la riprova". Un dialogo – secondo il Ministro -  sviluppato "riconoscendo la diversità delle opinioni emersa plasticamente nella postilla con cui gli Usa confermano il 'no' all'accordo di Parigi”. Ma al di là della defezione americana sul clima, peraltro ampiamente annunciata e attesa, Galletti ci tiene a sottolineare, “anche e soprattutto”, i risultati positivi. “E’ stato trovato l'accordo sulla finanza sostenibile, sull'economia circolare, sull'efficienza delle risorse approvando un'importante road map di Bologna, sui rifiuti marini e l'impegno per l'Africa. Da questo G7 insomma – ha commentato soddisfatto - è emerso il legame profondo tra ambiente, società ed economia per un nuovo modo di guardare al futuro".

Da non sottovalutare poi il fatto che i  6 grandi -  tranne gli Usa -  hanno riconfermato forte e chiaro che “l'accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile ed è l'unico strumento possibile per combattere i cambiamenti climatici”. Con Trump si augurano di poter portare avanti un “dialogo costruttivo”, ma ci tengono a precisare che ogni posizione diversa sui cambiamenti climatici  per loro “è esclusa". 

Di particolare interesse un allegato al comunicato finale che adotta la cosiddetta  "Road map di Bologna". Un'intesa della durata di cinque anni, sottoposta a revisione periodica,  che prevede una serie di azioni concrete per incrementare  l'efficienza nell'uso delle risorse".

Chiudendo il vertice, il ministro Galletti ha passato il testimone a Catherine McKenna, ministro dell’Ambiente del Canada, Paese che ospiterà il prossimo G7.