L’AD FERRARIS A CONFINDUSTRIA ENERGIA: “L'ACCELERAZIONE DEGLI INVESTIMENTI FATTORE ABILITANTE PER LA TRANSIZIONE”

Il 15% degli investimenti in infrastrutture energetiche è rappresentato da Terna
  • 22/01/2019
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Infrastrutture energetiche, ambiente e territorio. Questi i temi al centro del convegno organizzato da Confindustria Energia all’Auditorium di Via Veneto a Roma. Durante l’evento è stato presentato uno studio realizzato con il supporto dell’agenzia di consulenza PwC Strategy& su come gli investimenti nelle infrastrutture energetiche per il periodo 2018-2030 abbiano una ricaduta economica molto positiva a livello nazionale anche in termini occupazionali. Oltre all’ad di Terna, ospiti dell’evento i rappresentanti di aziende e istituzioni di rilevanza strategica a livello nazionale sui temi di energia e sviluppo come gli ad di Snam, Cdp e Arera.

“Terna ha certamente un ruolo da protagonista nell’ambito del processo di transizione energetica in corso”, ha commentato l’ad Luigi Ferraris nel suo intervento al convegno “e sta contribuendo all’identificazione degli investimenti complessivi programmati per le infrastrutture energetiche”. Infatti “il 15% degli investimenti è rappresentato proprio da investimenti Terna” ha sottolineato il manager.  

Secondo lo studio gli investimenti sono valutati in 96 miliardi di euro nel periodo 2018-2030 e avranno un impatto sul Pil progressivamente crescente dallo 0,3% nel 2018 allo 0,9% nel 2030. La ricaduta complessiva sull’economia nazionale è di 305 miliardi di euro; quella occupazionale di 140 mila unità lavorative annue fino al 2030 e di 35 mila unità post 2030. Il mix energetico reso possibile dalle infrastrutture primarie permetterà inoltre di ridurre le emissioni di gas serra di 72 milioni di tonnellate l’anno al 2030.

Proprio il processo di transizione energetica verso la completa decarbonizzazione del sistema è al centro della discussione sulle infrastrutture energetiche nazionali. È importante la complementarietà tra fonti rinnovabili e fonti tradizionali per la sicurezza, la competitività e la sostenibilità del settore energetico durante la transizione. In questo scenario la fase di pianificazione della rete diventa fondamentale per connettere in modo efficiente una generazione elettrica sempre più sostenibile e diffusa.

Ad oggi le fonti fossili coprono ancora oltre l’80% dei consumi globali di energia primaria. È perciò fondamentale un cambio di passo per ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali e limitare il surriscaldamento globale. “Per ogni euro speso in nuova generazione rinnovabile, è necessario investire più di un euro in infrastrutture di rete e servizi di rete correlati”, ha sottolineato l’ad. Infatti per raggiungere i target di decarbonizzazione il vettore elettrico rappresenta uno strumento chiave ma la vera sfida è lo sviluppo e l’ammodernamento del sistema elettrico per la transizione energetica.

A seguito della crescita delle rinnovabili registrata negli ultimi dieci anni, si registrano rilevanti impatti sulla gestione del Sistema Elettrico. Negli ultimi 10 anni infatti la potenza installata da impianti a fonte fotovoltaica è arrivata a circa 20 GW contro gli 0,4GW del 2008, mentre l’eolico è arrivato a circa 10 GW contro i 3,5GW del 2008. Bisogna dunque "fare investimenti importanti utilizzando le migliori tecnologie e pianificando in maniera integrata. Come Terna abbiamo un piano Sviluppo, che è noto, che prevede 12 mld di euro in 10 anni", ha aggiunto Luigi Ferraris. 

In questo contesto il ruolo di Terna è fondamentale nella ricerca di soluzioni e tecnologie innovative da mettere al servizio dello sviluppo della rete, tenendo sempre in grande considerazione i territori e le comunità locali, che vengono coinvolti nella fase di pianificazione di ogni opera. L’approccio dell’azienda è sempre aperto al dialogo e al confronto con le autorità locali, nazionali, i comuni, la popolazione, i sindacati e le organizzazioni ambientaliste.

“Riteniamo che coinvolgere i nostri soggetti di riferimento nel processo di pianificazione e realizzazione di un’opera e accogliere da loro suggerimenti e manifestazioni di interesse per migliorare un progetto sia fondamentale per il raggiungimento dei nostri obiettivi di business e per lo sviluppo del benessere sociale nel suo complesso”, ha proseguito l’ad Luigi Ferraris. L’attenzione nei confronti del territorio infatti ha portato Terna a rimuovere dal 2010 oltre 1000 km di vecchi elettrodotti e a programmare nel nuovo Piano Strategico la costruzione di diverse linee “invisibili”, sia terrestri che sottomarine: dal collegamento Continente – Sicilia – Sardegna al cavo sottomarino lungo la dorsale adriatica, necessario a rendere efficienti gli scambi tra Sud e Nord.